L’offerta smart e high quality del Poseidonia Beach Club Giovanni Rizzo: “Innovazione e cultura per un turismo sostenibile”


Pranzi easy in riva al mare, cene d’autore in un ambiente elegante e rilassato: oggi il Poseidonia Beach Club è una la realtà più raffinata e ricercata della costa cilentana. Affacciato sul mare Bandiera Blu di Ascea, offre un’esperienza che unisce qualità gastronomica, comfort digitale e attenzione all’ambiente. Il titolare Giovanni Rizzo ci racconta la nuova identità del locale, i progetti futuri e la storia di un progetto iniziato quasi 18 anni fa.

Giovanni, partiamo dal presente: cosa offre oggi il Poseidonia Beach Club?
«Oggi il Poseidonia è un luogo che si vive dalla mattina alla sera, con due anime ben definite. A pranzo puntiamo su una proposta “easy”, ma curatissima: poke, insalate, freselle con ingredienti freschi e stagionali, perfetti per chi cerca un pasto veloce, sano e gustoso. La sera, invece, cambiamo decisamente tono: luci soffuse, mise en place elegante, cucina più ricercata. Vogliamo che le persone vivano anche la sera in spiaggia, ma con un’esperienza gastronomica di alto livello, in un contesto rilassato e curato in ogni dettaglio».

Anche la tecnologia ha un ruolo sempre più importante?
«Assolutamente. Stiamo investendo molto nella digitalizzazione dei servizi: vogliamo che chi è in spiaggia possa ordinare direttamente dal lettino, o prenotare il tavolo per la cena in modo semplice e intuitivo. È un modo per offrire più comfort, più libertà, e migliorare l’esperienza generale del cliente».

L’attenzione all’ambiente resta uno dei suoi capisaldi?
«È sempre stata una priorità, fin dall’inizio. Collaboriamo da anni con Legambiente, Marevivo e Ispra, che ogni estate organizza attività di educazione ambientale per adulti e bambini. Dal 2020 siamo riconosciuti come “spiaggia ecologica”, un risultato che ci rende orgogliosi. Per noi la sostenibilità non è solo un valore, è parte integrante dell’identità del Poseidonia».

Come nasce questa identità così forte e definita?
«Tutto inizia nel 2008, quando decisi di aprire il mio stabilimento balneare. Non volevo un semplice “lido”, ma qualcosa di diverso, più vicino al concetto di Beach Club, che all’epoca era ancora poco conosciuto in Italia. Da subito abbiamo lavorato su un’identità precisa: un logo realizzato con lo IED di Roma, un CD con musiche originali create dagli studenti di Sound Design, e poi un magazine giornaliero per comunicare gli eventi. C’erano concerti, feste, collaborazioni culturali come quella con il Teatro delle Arti di Salerno. Volevamo creare un luogo vivo, dove passare l’intera giornata».

La ristorazione d’autore è subentrata, quindi, nel tempo?

«Nei primi anni puntavamo più sul bar, sulla cocktaileria e sull’aperitivo in spiaggia. L’aspetto gastronomico è diventato centrale solo a partire dal 2018, anche come risposta al periodo difficile post-Covid. Da allora abbiamo lavorato molto sulla qualità, collaborando con chef e pizzaioli esperti. Abbiamo rinnovato l’intera offerta, puntando su uno stile semplice e accessibile per la pausa pranzo e più sofisticato per la sera. E continueremo in questa direzione».

Cosa possiamo aspettarci per il futuro?
«Vogliamo rafforzare l’offerta diurna con piatti sempre più freschi e leggeri, ideali per un pranzo in spiaggia. Ma vogliamo anche consolidare la nostra identità serale, con una cucina creativa e un ambiente raffinato. E poi continueremo a innovare sul fronte digitale: prenotazioni online, app dedicate, sistemi smart per migliorare l’esperienza cliente. Il nostro obiettivo è unire relax, buon cibo e tecnologia, senza mai perdere il contatto con la natura e con il territorio».

Una realtà legata all’indimenticato “sindaco pescatore” Angelo Vassallo…
«Sì, il sindaco Vassallo è stato una figura fondamentale nella mia vita. È stato lui a credere per primo in me e nel mio progetto, a darmi la possibilità di partire. La sua visione per il Cilento mi ha sempre guidato. La sua morte è stata un dolore enorme, ma il suo esempio resta vivo. Ogni volta che faccio una scelta per il Poseidonia, penso a quello che avrebbe fatto lui».